Cambiano le norme sugli impianti di trattamento delle emissioni

Cambiano le norme sugli impianti di trattamento delle emissioni

Si è costituito formalmente il Gruppo di lavoro 17 della Commissione Tecnica UNI “Ambiente”, coordinato da Pierluigi Offredi, che aggiornerà le norme UNI sugli impianti di depurazione aria, base tecnica delle normative regionali (a partire dalle cosiddette “BAT lombarde”) con cui tuttora vengono autorizzati gli impianti di depurazione dell’aria.

LE NORME INVECCHIANO

Il precedente GL7, coordinato da Pierluigi Offredi, aveva iniziato i suoi lavori nel secolo scorso ed era stato chiuso nel 2008, avendo concluso i lavori di pubblicazione della serie di norme UNI sugli impianti di depurazione aria (UNI 11304, UNI 10996 ecc.).

SINERGIA TRA PUBBLICO E PRIVATO

Il GL7 è stato il primo punto di confronto tra gli interessi delle industrie produttrici di impianti di depurazione (da cui non a caso è nata l’associazione Uniaria), mediati dalla difesa dell’interesse generale, rappresentato dagli Enti pubblici (Ministeri, Regioni, Province, ARPA e ASL), in cui, a dispetto della pessima fama che circonda la burocrazia italiana, in realtà operano tecnici competenti, che studiano da anni la materia e si impegnano costantemente, nonostante le sempre più scarse risorse rese disponibili dallo Stato.

UN TAGLIANDO NECESSARIO

Negli anni successivi il settore ha conosciuto un avanzamento tecnologico e metodologico che necessita di essere trasposto in una normativa tecnica aggiornata, per cui UNI ha deciso di ricostituire il Gruppo di lavoro (che ha preso un numero benaugurante, il 17), allo scopo di revisionare e integrare le norme riguardanti gli impianti di depurazione di tutti gli effluenti aeriformi: composti organici volatili, polveri, nebbie oleose, aerosol e sostanze odorigene.

UNA NORMA UNICA AL MONDO

Perché le norme UNI sugli impianti di depurazione non esistono nel resto del mondo?
Potremmo millantare che noi italiani siamo più geniale e creativi, ma in realtà i motivi sono molto più prosaici.
1) Nel nostro Paese circola una notevole quantità di venditori di bufale, che hanno sparso in tutta Italia costosi bidoni, venduti in alcuni casi ad ignari imprenditori, che per la prima volta approcciavano il problema della depurazione, in altri casi ai soliti furbi che pensavano di spendere la metà comprando il nuovo impianto magico venduto dal Merlino di turno.
2) Nel nostro Paese non esistono istituzioni governative come ad esempio l’EPA (Environmental Protection Agency) l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti, che si occupa, oltre a far applicare le leggi approvate dal Congresso, anche di studiare le tecnologie più adatte per abbattere le emissioni.
3) Nel nostro Paese il mondo universitario in questo campo è arretrato e non è in grado di valutare le prestazioni degli impianti, se non a fronte di specifiche richieste delle aziende costruttrici che, pagando gli studi, ottengono una sorta di bollino di qualità che nella realtà si dimostra spesso del tutto teorico.
Ecco perché è stato necessario creare uno strumento che consentisse in primo luogo di evitare fregature, ma che è diventato anche un punto di incontro, un mezzo utile per gli utilizzatori, per i costruttori, per i legislatori e gli enti di controllo.

I PARTECIPANTI

Anche il GL 17, come il precedente GL7, sarà coordinato da Pierluigi Offredi e sarà aperto a tutti gli esperti del settore, sia privati (costruttori e utilizzatori di impianti, consulenti), sia pubblici (Ministeri, Regioni, Province, ARPA, ASL ecc).
In particolare parteciperanno:
– i costruttori di impianti di depurazione di tutti gli effluenti aeriformi (composti organici volatili, polveri, nebbie oleose, aerosol e sostanze odorigene);
– i tecnici provinciali competenti in materia di autorizzazione alle emissioni;
– i funzionari regionali e ministeriali competenti in materia di coordinamento dell’attività di controllo della qualità dell’aria;
– i tecnici ARPA, che svolgono funzioni di controllo in materia di inquinamento atmosferico;
– i tecnici ASL e gli ispettori del lavoro, che svolgono funzioni di controllo in materia di igiene e sicurezza del lavoro;
– i consulenti ambientali;
– i tecnici delle aziende private e pubbliche che utilizzano impianti di depurazione dell’aria.

CHI E’ UNI

L’Ente di normazione nazionale è un’associazione privata senza scopo di lucro, fondata nel 1921.
Elabora norme tecniche in tutti i settori dell’economia, per l’industria, il commercio, i servizi e la società in generale, ad esclusione delle materie elettriche ed elettrotecniche.
E’ riconosciuto dal Regolamento UE n.1025/2012 e dal Decreto Legislativo n.223/2017 per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n.1025/2012 sulla normazione europea e della direttiva (UE)2015/1535 (procedura d’informazione), che regola la cooperazione tra le organizzazioni europee di normazione, gli organismi nazionali di normazione, gli Stati membri e la Commissione, l’elaborazione di norme europee e prodotti della normazione europea per i prodotti e per i servizi, a sostegno della legislazione e delle politiche dell’Unione.
Rappresenta l’Italia negli organismi di normazione tecnica europei ed internazionali (CEN, ISO).

I GRUPPI DI LAVORO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE

UNI/CT 004/GL 01 Sistemi di gestione ambientale
UNI/CT 004/GL 04 Qualità dell’aria (misto Ambiente/UNICHIM)
UNI/CT 004/GL 05 Suolo e rifiuti
UNI/CT 004/GL 08 Attrezzature e macchine per la raccolta dei rifiuti
UNI/CT 004/GL 10 Gestione ambientale di prodotto
UNI/CT 004/GL 14 Materiali da recupero di pneumatici fuori uso
UNI/CT 004/GL 15 Cambiamento climatico
UNI/CT 004/GL 16 Valutazione Impatto Ambientale
UNI/CT 004/GL 17 Impianti di trattamento degli effluenti aeriformi

LE NORME DA AGGIORNARE

UNI10830:1999 – Precipitatori elettrostatici – Criteri generali per la progettazione, l’impiego, il collaudo e la manutenzione.
UNI10861:2000 – Depolveratori a tessuto – Criteri per la progettazione, l’impiego e la manutenzione.
UNI10996-1:2002 – Impianti di abbattimento dei composti organici volatili (VOC) – Criteri e requisiti per l’ordinazione, la fornitura, il collaudo e la manutenzione – Generalità.
UNI10996-2:2002 – Impianti di abbattimento dei composti organici volatili (VOC) – Criteri e requisiti per l’ordinazione, la fornitura, il collaudo e la manutenzione Impianti di combustione termica o catalitica, recuperativi o rigenerativi.
UNI10996-3:2002 – Impianti di abbattimento dei composti organici volatili (VOC) – Criteri e requisiti per l’ordinazione, la fornitura, il collaudo e la manutenzione – Impianti di adsorbimento su carbone attivo.
UNI10996-4:2003 – Impianti di abbattimento dei composti organici volatili (VOC) – Criteri e requisiti per l’ordinazione, la fornitura, il collaudo e la manutenzione – Impianti di biofiltrazione.
UNI10996-5:2004 – Impianti di abbattimento dei composti organici volatili (VOC) – Criteri e requisiti per l’ordinazione, la fornitura, il collaudo e la manutenzione – Impianti di assorbimento.
UNI10996-6:2004 – Impianti di abbattimento dei composti organici volatili (VOC) – Criteri e requisiti per l’ordinazione, la fornitura, il collaudo e la manutenzione – Impianti di condensazione.
UNI10996-7:2006 – Impianti di abbattimento dei composti organici volatili (VOC) – Criteri e requisiti per l’ordinazione, la fornitura, il collaudo e la manutenzione – Impianti di concentrazione abbinata alla combustione.
UNI11304-1:2008 – Impianti di abbattimento polveri, nebbie oleose, aerosol e composti organici volatili (VOC) – Requisiti minimi prestazionali e di progettazione -Parte1: Depolveratori a secco a matrice filtrante
UNI11304-2:2008 – Impianti di abbattimento polveri, nebbie oleose, aerosol e composti organici volatili (VOC) – Requisiti minimi prestazionali e di progettazione – Parte2: Impianti di trattamento VOC.

METODO DI LAVORO

I partecipanti al Gruppo di lavoro 17 avranno la possibilità di consultare la documentazione disponibile sulla piattaforma “Isolutions” e potranno commentarli, proponendo variazioni o integrazioni.
L’approvazione delle bozze sarà fatta durante le riunioni o tramite votazione su “Isolutions”.

COME PARTECIPARE AI LAVORI

E’ indispensabile aver formalizzato l’iscrizione a UNI, richiedendo espressamente l’inserimento nel GL 17 come membro (tutte le informazioni sono disponibili su www.uni.com).
La prima norma in revisione è la 11304 (Requisiti minimi prestazionali e di progettazione – Parte 1 –  Depolveratori a secco a matrice filtrante).
Successivamente sarà revisionata la parte 2 della stessa norma (Impianti di trattamento VOC) e in seguito tutte le norme riguardanti gli altri inquinanti (nebbie oleose, aerosol e sostanze odorigene).
La revisione sarà anche utile per l’aggiornamento della legislazione regionale e nazionale sulle BAT degli impianti di depurazione aria.

NORMAZIONE E LEGISLAZIONE

Le norme di legge sono obbligatorie, frutto di un processo basato sul concetto di rappresentanza e rappresentano uno strumento di regolamentazione del mercato.
Sono pubblicate da un organismo governativo in Gazzetta Ufficiale o in un atto legislativo.
Le norme tecniche sono volontarie (diventano cogenti, cioè vincolanti solo in caso di giudizio, che richiede una valutazione tecnica davanti a un tribunale), frutto di un processo basato sul concetto di consenso e rappresentano uno strumento di autoregolamentazione del mercato e di trasferimento tecnologico.
Sono pubblicate da un Ente di normazione

LE PUBBLICAZIONI UNI

Si suddividono in quattro titpi di documenti.
“Norme tecniche nazionali” (UNI), cioè documenti tecnici normativi, che rappresentano lo “stato dell’arte” e si basano su comprovati risultati scientifici, tecnologici, sperimentali e applicativi.
Specifiche tecniche nazionali (UNI/TS), cioè documenti tecnici normativi sottoposti ad un periodo di verifica della validità, fotografando una situazione del mercato in evoluzione; sono generalmente utilizzate in settori dove lo stato dell’arte non è ancora sufficientemente consolidato.
Rapporti tecnici nazionali (UNI/TR), cioè documenti tecnici informativi, che descrivono prodotti, processi e servizi, senza definirne requisiti specifici; sono generalmente utilizzati per trasferire informazione e conoscenza.
Prassi di riferimento (UNI/PdR), cioè documenti tecnici para-normativi, che descrivono “best pratices” ed eccellenze in materia di prodotti, processi e servizi; sono utilizzati per trasferire e promuovere conoscenza in settori innovativi.

IL PROCESSO NORMATIVO

Ogni progetto deve prevedere un’inchiesta preliminare, in cui si studia la fattibilità e si verifica l’interesse da parte del mercato.
In un tempo massimo di 18 mesi viene redatto un documento all’interno del Gruppo di lavoro incaricato della stesura, con varie riunioni in cui vengono definiti i contenuti.
Al termine dei lavori parte l’inchiesta pubblica finale, aperta a tutti, in cui il testo viene reso disponibile sul sito UNI, in modo da ottenere un consenso esteso.
Dopo i due mesi di inchiesta pubblica si passa alla pubblicazione.